domenica 12 ottobre 2008

MOORE;i guadagni della sanità privata USA dietro il crack dei mutui

Il regista Michael Moore,l'autore dell'attualissimo "Sicko", non è certo un'economista ,ma dà un contributo alla riflessione sulla crisi dei mutui subprime che fornisce elementi importanti.
In un'articolo pubblicato sul suo sito (Fonte1) -in cui denuncia
l'intervento del parlamento USA da 700 miliardi di dollari a sostegno delle banche come il più grande furto nel paese - Moore afferma che la causa principale delle bancarotte individuali è dovuta alle fatture mediche (Medical bills,anche "conti sanitari") che i cittadini pagano profumatamente negli USA.
Nell'affermare ciò,cita un'articolo del New York Times (Fonte 2) che contiene studi che indicano come nella catena causale delle insolvenze individuali,il costo della sanità privata basata sulle assicurazioni -con le loro postille,limitazioni e regolamentazioni - mette a forte rischio la sussistenza economica di un'ampia categoria di persone,lavoratori compresi.
Ciò avrebbe portato alle famose insolvenze personali che avrebbero avviato la catena del crollo finanziario.
Moore ,nella sintesi del suo discorso,tralascia certo qualche elemento.Ma va molto vicino alla realtà, la dove allude al fatto che la fiducia nella libera iniziativa dei privati - che si parli di banche, salute o quant'altro - è portatrice di rovina.
Una traduzione dell'articolo si può trovare qui; http://blues-vince.blogspot.com/search/label/Michael%20Moore

2 commenti:

il Russo ha detto...

Ho letto anch'io, consiglio Sicko molto più di quant'è stato (poco)pubblicizzato!

Altromedia ha detto...

Sì.Quando uscì, qualcuno disse che sarebbe un film da mostrare nelle scuole e alla tv nazionale in prima serata,e siamo totalmente d'accordo,anche se è chiaro che gli interessi che anche in Italia stanno spingendo per la sanità privata lo ostacolerebbero attraverso i loro rappresentanti politici.
Ma sarebbe un vero servizio pubblico.
E forse qualche coraggioso alla Rai o in parlamento dovrebbe tentare di farne una battaglia politica.
Essere contrari a mostrare questo film in questo momento farebbe perdere punti ,forse,anche agli uomini del Berlusca.
Forse non c'è mai stato e non ci sarà più un momento così propizio per farlo vedere in Italia.

Che dici tu che hai molte PR coi bloggers;facciamo una mozione per chiederlo alla tv pubblica in prima serata?Pensiamoci,ciao!