venerdì 27 febbraio 2009

Pubblica amministrazione: legge Brunetta,botte su contratto,stipendio,mobilità e diritto di sciopero

La legge Brunetta sulla pubblica amministrazione è un pestaggio a danno :
del contratto di lavoro ,
del potere d'acquisto degli stipendi ,
della certezza del luogo di lavoro ,
del diritto di sciopero,
ecc.ecc.ecc.
In un paese dal senso civico intatto,come la Francia,per una legge del genere si paralizzerebbe tutto con scioperi e solidarietà fra i lavoratori.
Aggiungiamo poi questa legge alle infinite vessazioni verbali che ne hanno preparato il terreno,cioè la campagna sui "fannulloni",sugli statali "privilegiati".
Tutte le armi della propaganda che offre capri espiatori - dal "rumeno" allo "statale" ,basta che non sia il ricco,il professionista o l'industriale - alla gente affamata di vendetta a causa della crisi (propaganda usata dai media in modo analogo sugli stupri e sulla "sicurezza") .
Resta chiaro come il sole che la riforma della Pubblica Amministrazione la pagheranno coloro che lavorano i loro diritti e le loro condizioni materiali.
E questo vale sia che si parli di "statali" o che si parli di metalmeccanici o di muratori.
Il gioco di alimentare in continuazione la guerra fra poveri è scoperto,per quanto ancora la propaganda dei media riuscirà a tacerlo?

6 commenti:

Anonimo ha detto...

" ...Resta chiaro come il sole che la riforma della Pubblica Amministrazione la pagheranno coloro che lavorano i loro diritti e le loro condizioni materiali.
E questo vale sia che si parli di "statali" o che si parli di metalmeccanici o di muratori. ..."

Non sono per niente d'accordo. E' invece evidente la P.A., burocratica e spendacciona, è mantenuta a caro prezzo dai lavoratori produttivi (quelli veri) mentre voi, in maggioranza, siete solo dei mantenuti a cui viene versato uno stipendio sottratto a metalmeccanici, muratori ecc. - Non confondete il diavolo con l'acqua santa. I lavoratori sono quelli che producono risorse, reddito, ricchezza. Voi p.a. siete una tassa, in minima parte necessaria, in massima parte ricevitori di stipendi clientelari.

Pensatoio ha detto...

Anche l'anonimato è un modo come un altro di nascondersi tra le scartoffie...

Altromedia ha detto...

@Anonimo
Se intendi un recupero di efficienza nelle PA ,ad esempio allungare l'orario di front office dove necessario o evitare che qualcuno in malattia vada a fare un secondo lavoro o a giocare a tennis ,siamo d'accordo,non è questione di Brunetta o meno.
Per tutto il resto,ripetiamo,questa riforma è un pretesto per attaccare diritti e lavoro.
Ci sono persone con ossicino rotto in un polso che devono stare agli "arresti domiciliari" da mane a sera.
Il fatto che comunque ci sia stato un taglio allo stipendio anche dei malati veri (come se la malattia fosse una colpa..),la dice lunga sui veri intenti ch sono quelli chiesti a gran voce da anni dagli industriali e dai banchieri più potenti perchè i loro guadagni si vanno assotigliando e questo non lo possono sopportare;tagliare i costi della PA,e lo si sta facendo nell'ingiustizia e facendo pagare i lavoratori.

A proposito;"mantenuti" chi?
C'è gente nelle PA che manda avanti coi denti (e senza mezzi,altro che "spendaccioni") situazioni e servizi che altrimenti non reggerebbero e manderebbero in crisi molti servizi fondamentali per le persone;dalla giustizia alla sanità alla scuola.

Anonimo ha detto...

IMMAGINO STIATE PARLANDO DI CASI COME QUESTO RIPORTATO DAL CORRIERE. QUANTI MERITI AVETE, CARTI SERVITORI DEI CITTADINI ....

è scomparso due anni prima dell'introduzione del codice alfanumerico di 16 caratteri
«Non paga tasse». Ma è morto da 38 anni
L'esattoria comunale di Milano chiede di versare la Tarsu e l'Ici. I parenti: è assurdo. Gli uffici: anche nati del 1800

MILANO - L'esattoria comunale con tono perentorio lo convoca agli uffici del Catasto in via Catone, perché da anni risulta non versare né Tarsu né Ici. Ma l'evasore è morto da trentotto anni. I parenti s'interrogano: un errore? Così non pare, perché l'amministrazione, puntigliosa, si è premurata anche di attribuirgli un codice fiscale che il morto non aveva: L.F., infatti, è scomparso due anni prima dell'introduzione del codice alfanumerico di 16 caratteri, utile per l'identificazione ai fini fiscali dei cittadini. I parenti dell'evasore si rivolgono telefonicamente agli uffici e qui lo stupore per l'eventuale errore diventa ilarità.

«Si sono giustificati sostenendo di aver chiesto le tasse anche a milanesi nati nel 1800». Il compito di chiarire il qui pro quo è stato allora affidato al commercialista di fiducia, che è tornato alla carica: «La persona che cercate è deceduta dal 1971». E gli uffici: «A noi non risulta». Facendo poi seguire l'invito perentorio all'evasore a presentarsi martedì prossimo, 3 marzo, per discutere la questione. Alla presenza di un funzionario comunale e di un responsabile di Equitalia, concessionaria della riscossione tributi, al Servizio Polo Catastale di via Catone 24. «Insistono nel convocare un morto? Bene. Lo attendano — dice il genero del defunto —. Questa vicenda ha del paradossale, per chiarirla era sufficiente una telefonata e una verifica al terminale. Quando ho aperto la lettera indirizzata al suocero che non ho mai conosciuto e oggi avrebbe 83 anni, e che è morto quando mia moglie ne aveva 16, ho veramente pensato a uno scherzo».

Il mancato versamento della tassa per la spazzatura e dell'imposta comunale sugli immobili sarebbe relativo al 2003-2008. Una dirigente del settore Servizi civici azzarda: «Può essersi trattato di un caso di omonimia». Curioso che, però, nell'era della telematica non sia stato possibile «incrociare i dati e verificare che in quell'abitazione, dove fino al 1971 ha abitato mio suocero — spiega il genero —, è rimasta a vivere la figlia che ha sempre regolarmente pagato le tasse, Tarsu inclusa». E se a indurre in errore fosse stata «la situazione catastale, che forse non è stata modificata come chissà quante altre, dopo che mia moglie ha ereditato l'appartamento, a disturbare è il fatto che danno per scontato che sei un evasore ma non spiegano perché».

Pensatoio ha detto...

Bah, le esattorie oggi sono spesso società private che lavorano per i comuni. Non è che sia stata una efficientissima impresa privata a fare questa cagata ?
http://www.pagineutili.it/ESATTORIE_IMPOSTE_TRIBUTI_(1)(MILANO)(357)().html

PAPEROGA ha detto...

Per Anonimo. Ho fatto mille lavori fin da ragazzo e fino a tre insieme per non andare a rubare e mi sono sempre fatto un mazzo così. Un'estate, per sbarcare il lunario, facevo il giardiniere al mattino, il pomeriggio caricavo autotreni di presse di paglia e la sera il barista. D'inverno studiavo e lavoravo. Poi vinsi un concorso come operaio e anche lì ho sempre lavorato meglio che potevo. Poi ne vinsi uno interno da impiegato e tuttora lavoro in un ufficio dove non è possibile fermarsi perchè il lavoro ariva a getto continuo (serv.demografici). Tutto questo senza nessuna spintarella e anche se vedevo raccomandati passare avanti con facilità, tiravo avanti, orgoglioso di essere ciò che sono, un uomo onesto. Non permetto a nessuno, nemmeno a un ministro di darmi del fannullone e per esperienza so, che la maggior parte di quelli che hanno tutto questo tempo per giudicare, non è che siano poi questi stakanovisti ma piuttosto gente che chiacchiera tanto...